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TAR Lazio affitti a breve termine: Via libera al riconoscimento a distanza

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Tar Lazio affitti a breve termine: annullata la Circolare del Ministero dell’Interno del 18 novembre 2024, che imponeva l’obbligo di identificazione de visu degli ospiti negli affitti a breve termine.

Quella che sembrava una formalità, si è presto rivelata un aggravio insostenibile per migliaia di famiglie e property manager italiani. La richiesta di procedere al riconoscimento fisico degli ospiti (come se ci trovassimo al confine di uno Stato extracomunitario) ha infatti compromesso l’organizzazione del self check-in, limitato l’uso di tecnologie certificate e rimesso in discussione anni di digitalizzazione avanzata.

Tar Lazio Affitti a breve termine: Ecco la sentenza

La sentenza del TAR del Lazio si fonda su due principi chiave:

  1. Contrasto con la semplificazione amministrativa: l’obbligo di identificazione fisica è in contrasto con la normativa generale sulla riduzione degli adempimenti a carico di cittadini e imprese, come previsto dall’art. 1 della Legge 241/1990 e dalla recente Riforma della PA.

  2. Violazione del principio di proporzionalità: l’agire pubblico deve rispettare il principio secondo cui qualsiasi limitazione della libertà o imposizione operativa dev’essere giustificata da dati oggettivi. Nessuna evidenza, infatti, è stata fornita a sostegno della tesi secondo cui l’identificazione remota costituirebbe un rischio per la sicurezza nazionale.

In sintesi, secondo il TAR, non si può chiedere di tornare al fax nel mondo della firma digitale.

Una decisione che mette ordine dopo mesi di incertezza

La circolare, sin dalla sua pubblicazione, era stata strumentalizzata da diverse amministrazioni locali, che vi avevano costruito sopra regolamenti ancora più stringenti, generando confusione normativa e panico nel settore degli affitti brevi. In molti casi, i regolamenti locali avevano addirittura introdotto obblighi incompatibili con la gestione remota delle strutture, ostacolando il lavoro di chi aveva investito in automazione e tecnologie digitali.

Da oggi, quei regolamenti decadono. Le relative sanzioni, obblighi impropri e procedure farraginose non hanno più alcun fondamento giuridico.

Il nostro impegno: collaborare, non combattere

Come operatori del settore, siamo già in contatto con il Governo per mettere a disposizione il nostro know-how: riconoscimento da remoto tramite strumenti biometrici, intelligenza artificiale, video-identificazione conforme alle normative europee (eIDAS, GDPR), tutto già oggi usato in modo efficace e sicuro.

Non siamo nemici della sicurezza, al contrario. Vogliamo supportare le Istituzioni dimostrando che le nuove tecnologie possono garantire un controllo persino superiore rispetto alla visione “vecchio stile” dell’identificazione di persona.

Un auspicio per il futuro

La sentenza del TAR del Lazio ha fatto finalmente chiarezza, ma resta il problema culturale: troppi Comuni hanno usato la circolare come scusa per limitare la concorrenza, colpire il settore o rallentarne la crescita, scaricando sulle famiglie oneri burocratici che nulla hanno a che fare con la sicurezza.

Auspichiamo che il principio di proporzionalità guidi da ora in avanti anche le Amministrazioni Locali, che dovrebbero lavorare per semplificare, non per complicare.

Questa sentenza è una vittoria di tutti: degli operatori seri, dell’innovazione digitale, della trasparenza, e soprattutto del diritto di lavorare e ospitare in modo moderno, efficiente e legale.

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